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Collaborazione inter-aziendale: il nuovo eldorado?
Da Christophe Viry
on 16 Apr 2019 12:00 PM

Sempre alla ricerca di soluzioni innovative finalizzate ad aumentare la competitività, le aziende stringono oggi nuove collaborazioni con clienti e fornitori. Man mano che gli scambi si intensificano e si digitalizzano, nel settore della supply chain si delineano nuovi modelli di partnership, in particolare per quanto riguarda la gestione delle scorte, degli approvvigionamenti, del trasporto, delle attività promozionali, ecc.

Facciamo insieme il punto della situazione sullo sviluppo della collaborazione inter-aziendale.

 

Le aziende più produttive in modalità collaborativa

La collaborazione tra aziende si preannuncia come la prossima rivoluzione in materia di innovazione e di crescita della produttività. Secondo Equinix, leader mondiale nella gestione dei data center e delle connessioni Internet, l'84% delle aziende campionate ha in programma di implementare nel corso di un paio d’anni un'infrastruttura incentrata sull'interconnessione per incrementare i redditi e ridurre i costi.

Strategia, questa, che porta i suoi frutti dal momento che "oltre un terzo delle aziende che hanno adottato una strategia di interconnessione genera oltre 10 milioni di dollari di entrate supplementari (58%) e risparmi sui costi (42%) con un rapido ritorno dell'investimento, in media nel giro di 4,2 mesi". Uno studio condotto sul tema dall'Università di Stanford conclude inoltre che le aziende collaborative sono 5% più redditizie e 6% più produttive rispetto alle altre.

Per approfondire: [Video] La trasformazione collaborativa della supply chain

Piccolo spunto sul quale riflettere: per conseguire performance ottimali, queste aziende devono integrare la collaborazione nella totalità dei processi esistenti all'interno delle loro strutture, evitando le situazioni ibride e le segmentazioni delle organizzazioni interne. La catena del valore si reinventa e i diversi servizi aziendali devono allinearsi nell’ottica di creare una supply chain unica e integrata.

Quest'ultima si basa sulle risorse e sui mezzi a disposizione di aziende fornitrici e operatori della logistica. La nuova catena del valore di un'azienda è la fusione delle supply chain appartenenti alla sua rete estesa.
 

I freni alla collaborazione inter-aziendale

Nonostante i numeri siano favorevoli, lo sviluppo di soluzioni collaborative inter-aziendali è ancora penalizzato da numerosi freni, sia sul lato committenti sia su quello fornitori.

Prima di avviare una collaborazione con i fornitori, qualsiasi azienda deve innanzitutto selezionare una piattaforma adatta alle proprie necessità ed esigenze. Solo in seguito potrà avere inizio il processo di comunicazione intorno alla piattaforma collaborativa e l'integrazione dei collaboratori nel progetto. Bisogna dire, però, che non tutte le aziende sono inclini a modificare le proprie modalità operative, e potrebbero quindi volerci mesi prima che l'operazione possa concretizzarsi.

Sul lato fornitori poi, la moltiplicazione delle piattaforme richiede un adattamento ai differenti processi dei committenti. Le soluzioni adottate da ciascuna azienda non offrono ancora un’effettiva interoperabilità e l'utilizzo di numerose piattaforme potrebbe risultare costoso per i fornitori, se non addirittura antieconomico.
 

Vantaggi non trascurabili per tutti gli stakeholder

Per portare i suoi frutti, la collaborazione inter-aziendale deve essere in grado di generare di valore per entrambe le parti, fornitori e distributori. In che modo? Sfruttando l'ecosistema e le competenze di ciascun stakeholder.

Collaborando con i fornitori, i distributori possono delegare una parte delle attività che in passato ricadeva su di essi, risparmiando così tempo prezioso e migliorando la produttività o sviluppando le proprie attività commerciali.

Sul lato fornitori, questa nuova mole di lavoro da gestire permette loro d’altro canto di ampliare l'ambito di intervento. La collaborazione con i distributori permette infatti di avere un controllo maggiore sui flussi logistici delle merci (spedizioni e ricevimenti) e, nel lungo termine, di ottimizzare le scorte, pianificare la produzione e migliorare i volumi di vendita.
 

Utilizzare un VMI per gestire al meglio gli approvvigionamenti

Tra le diverse forme di collaborazione inter-aziendale mutuate dalle pratiche del CPFR (Collaborative Planning, Forecasting, and Replenishment), il VMI (Vendor Managed Inventory) resta un esempio significativo. Questo sistema condiviso di gestione degli approvvigionamenti consente ai fornitori di gestire autonomamente l'approvvigionamento dei magazzini e dei punti vendita dei loro clienti.

Potendo accedere ai dati delle vendite e delle scorte dei diversi punti di distribuzione, i produttori possono così calcolare le esigenze e pianificare in anticipo le consegne. Questo consente di dimezzare i volumi delle merci ferme in magazzino e di ottimizzare le performance di vendita evitando le rotture di stock.
 

Leggi anche: Rotazione degli stock: due indicatori strategici da utilizzare

A testimonianza dell'interesse economico che i fornitori nutrono per questa modalità di gestione degli stock, l’ ottimizzazione dei riapprovvigionamenti ha permesso a Unilever di incrementare le proprie vendite dell'1% e a Nestlé di guadagnare circa 100 milioni di euro all'anno.

Per sfruttare le opportunità offerte dalla collaborazione inter-aziendale, è possibile affidarsi alla piattaforma Generix Supply Chain Hub sviluppata da Generix Group. Alla gestione dei flussi fisici e alla digitalizzazione dei flussi di informazione, Questa soluzione SaaS offre una gestione sofisticata dei flussi fisici e logici, possibilità di collaborazione spinta tra gli utenti e l’integrazione delle aziende partner in tempo reale.

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Crediti fotografici in prima pagina: Pixabay – Tumisu

Christophe Viry

Expert in EDI, Software integration, e-invoicing…