
Come affrontare le sfide attuali della supply chain? Episodio 3
In questo terzo episodio, scopri strategie e best practice per affrontare sfide come l’esternalizzazione delle attività logistiche, la gestione e…

Punti essenziali da ricordare
La gestione delle scorte è il governo di quantità, ubicazioni, valori e disponibilità degli articoli per soddisfare la domanda nel momento giusto, nel luogo giusto e al costo corretto, mantenendo una tracciabilità affidabile.
In un magazzino, in un punto vendita o presso uno stock esterno, gestire le scorte non significa soltanto contare le unità. La gestione collega quattro dimensioni: disponibilità reale, valore contabile, ubicazione fisica e tracciabilità. Uno stesso articolo può essere fisicamente presente, riservato per un ordine, bloccato per il controllo qualità, in transito o disponibile alla vendita: questi stati devono essere distinti.
La disponibilità operativa è la quantità effettivamente utilizzabile per soddisfare una richiesta. Il valore delle scorte supporta la gestione finanziaria, contabile e del ciclo cash-to-cash. L’ubicazione consente di eseguire i flussi: ricevimento, stoccaggio, rifornimento del picking, preparazione, spedizione e reso. La tracciabilità, infine, collega i movimenti a lotti, date, numeri di serie o unità logistiche.
In Italia, l’inventario costituisce anche un obbligo contabile. Gli articoli 2214 «Libri obbligatori e altre scritture contabili» e 2217 «Redazione dell’inventario» del Codice civile disciplinano la tenuta del libro degli inventari per l’imprenditore commerciale, ferme restando le eccezioni previste, tra cui il regime dei piccoli imprenditori. L’articolo 2217 prevede la redazione dell’inventario all’inizio dell’attività e successivamente ogni anno, con l’indicazione e la valutazione delle attività e delle passività Codice civile italiano, Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 262.
La gestione delle scorte comprende le decisioni e i controlli relativi agli articoli stoccati: punti di riordino, scorte di sicurezza, inventario, assegnazione delle riserve, regole di rotazione, gestione delle anomalie, analisi degli scostamenti e monitoraggio dei KPI. Si applica a materie prime, componenti, prodotti finiti, materiali di consumo, imballaggi e ricambi.
Da sola non sostituisce la pianificazione industriale, gli acquisti, il trasporto o la contabilità. Questi ambiti alimentano o utilizzano i dati di stock, ma appartengono a processi complementari. Allo stesso modo, la rotazione fisica FIFO o FEFO non deve essere confusa con la valorizzazione contabile. In Italia, per i bilanci redatti secondo il Codice civile e i principi contabili nazionali, l’OIC 13 «Rimanenze» e l’articolo 2426, primo comma, n. 10, del Codice civile ammettono per i beni fungibili il costo medio ponderato, il FIFO e il LIFO OIC 13 «Rimanenze», versione aggiornata con gli emendamenti dell’8 dicembre 2025.
Il dato di stock diventa collaborativo perché la promessa al cliente dipende raramente da un solo sito. Un ordine e-commerce può essere preparato da un magazzino, da un punto vendita, da un dark store o da un fornitore. Una consegna B2B può dipendere dall’ASN del fornitore, da un 3PL, da un trasportatore e da un portale cliente.
In questa logica, la gestione delle scorte supera il perimetro isolato del magazzino. Deve sincronizzare le disponibilità tra WMS, OMS, ERP, TMS, fornitori, punti vendita e partner logistici. L’approccio collaborativo adottato da Generix si basa su dati condivisi, aggiornati e utilizzabili da tutti gli attori della supply chain.
Una buona gestione delle scorte punta a soddisfare la domanda con un livello di disponibilità controllato, limitando allo stesso tempo immobilizzo finanziario, costi logistici, rotture di stock, obsolescenza ed errori inventariali.
Il primo obiettivo è evitare le rotture di stock senza compensarle con un eccesso di scorte. Il sovrastoccaggio protegge temporaneamente il livello di servizio, ma aumenta l’immobilizzo di liquidità, l’occupazione degli spazi, i costi di movimentazione e il rischio di differenze inventariali e svalutazioni. Al contrario, scorte troppo basse peggiorano l’OTIF, ritardano le spedizioni e possono causare vendite perse.
La gestione delle scorte deve quindi trovare un equilibrio tra disponibilità e costo di mantenimento. Le leve più comuni sono:
I progetti WMS mostrano che la riduzione delle rotture di stock parte da dati affidabili: giacenze teoriche corrette, movimenti acquisiti tramite scansione, stati chiari ed eccezioni gestite prima che diventino visibili al cliente.
La promessa al cliente dipende dalla capacità di rispondere a una domanda semplice: questa richiesta può essere soddisfatta alle condizioni dichiarate? In un modello omnicanale, la risposta deve considerare lo stock disponibile alla vendita, le prenotazioni già assegnate, i tempi di preparazione, la capacità di trasporto e le regole di priorità commerciale.
Il mercato italiano rende questo aspetto ancora più rilevante. Secondo l’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano, nel 2026 gli acquisti e-commerce B2C di prodotti e servizi in Italia raggiungeranno 66,6 miliardi di euro, con una crescita del 6% rispetto al 2025. Gli acquisti online di prodotti rappresenteranno 42,6 miliardi di euro, anch’essi in aumento del 6% studio 2026 dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano, pubblicato il 19 maggio 2026.
Questa intensità digitale rende le scorte visibili al cliente ancora prima della vendita. Una differenza tra la disponibilità mostrata e quella reale può tradursi in una cancellazione, un ritardo, un carrello abbandonato o una perdita di fiducia.
Le scorte generano costi: stoccaggio, assicurazione, movimentazione, energia, immobilizzo finanziario, svalutazione e gestione dei resi. Per i prodotti deperibili, stagionali, regolamentati o tecnologici, il trascorrere del tempo riduce direttamente il valore.
Una buona gestione limita questi costi attraverso regole di rotazione adeguate, visibilità sulle date, analisi degli slow mover e previsione del fine vita. Consente inoltre di governare le decisioni relative a liquidazione, trasferimenti tra siti, riassortimento, promozioni o interruzione dell’approvvigionamento.
FIFO, FEFO e LIFO sono metodi di uscita fisica delle scorte. La scelta dipende dal tipo di prodotto, dai vincoli legati alle date, dal livello di tracciabilità richiesto e dalle regole contabili applicabili.
| Metodo | Principio | Casi d’uso operativi | Punto di attenzione in Italia |
|---|---|---|---|
| FIFO | Il primo articolo entrato è il primo a uscire. | Prodotti a rotazione regolare, beni non deperibili, lotti omogenei e gestione semplice dell’anzianità. | Il FIFO è ammesso per la valorizzazione dei beni fungibili nel quadro del Codice civile e dell’OIC 13, ma rotazione fisica e valorizzazione contabile restano due decisioni distinte. |
| FEFO | L’articolo con la data di scadenza più vicina esce per primo. | Agroalimentare, sanità, cosmetica, chimica e prodotti con scadenza, validità, garanzia o vincoli normativi. | L’affidabilità delle date per lotto è indispensabile; una configurazione errata può generare obsolescenza o non conformità. |
| LIFO | L’ultimo articolo entrato è il primo a uscire. | Uso fisico occasionale quando l’impilamento o l’accesso impongono naturalmente di prelevare per primi gli ultimi articoli inseriti. | Nel quadro contabile nazionale italiano il LIFO è ammesso per i beni fungibili, ma l’uso fisico del metodo non determina automaticamente il criterio di valorizzazione contabile. |
Il metodo FIFO applicato alle scorte consiste nel prelevare prioritariamente gli articoli meno recenti. Riduce il rischio di invecchiamento, facilita la rotazione naturale e si adatta a numerosi flussi distributivi. Richiede tuttavia che il sistema identifichi la data di ingresso, il lotto o l’unità logistica e indirizzi gli operatori verso l’ubicazione corretta.
In magazzino, FIFO non è soltanto una regola teorica. Slotting, ubicazioni di riserva, rifornimento delle aree di picking e controlli in preparazione devono essere organizzati in modo da rendere la regola realmente eseguibile.
Il metodo FEFO applicato alle scorte assegna la priorità all’articolo la cui data di scadenza, durata minima, validità o garanzia termina per prima. È più esigente del FIFO, perché un articolo entrato più di recente può dover uscire prima di uno meno recente se presenta una vita residua più breve.
Il FEFO richiede dati affidabili sulle date fin dal ricevimento, acquisiti preferibilmente tramite scansione o integrazione con il fornitore. Richiede inoltre regole operative precise: soglia di vita residua per cliente, blocco automatico dei lotti prossimi alla scadenza, gestione delle eccezioni qualitative e assegnazione dei lotti in base al canale o al Paese di destinazione.
Il metodo LIFO applicato alle scorte consiste nel prelevare per primi gli ultimi articoli entrati. Può ricorrere in alcune configurazioni fisiche di stoccaggio, per esempio quando prodotti impilati impediscono di accedere facilmente agli strati meno recenti. È però raramente adatto ai flussi in cui anzianità, date o tracciabilità sono prioritarie.
In Italia, l’utilizzo fisico di una logica LIFO non deve essere automaticamente assimilato al criterio di valorizzazione contabile. Per i beni fungibili, il Codice civile e l’OIC 13 ammettono costo medio ponderato, FIFO e LIFO; la politica di valorizzazione deve quindi essere definita e convalidata con le funzioni finance in base al quadro contabile applicabile.
I KPI della gestione delle scorte devono misurare contemporaneamente disponibilità, rotazione, copertura, qualità dell’inventario e impatto sul cliente. Devono essere analizzati per famiglia, sito, canale e periodo.
L’indice di rotazione delle scorte misura la velocità con cui una scorta viene consumata o venduta. La formula di base è: indice di rotazione = consumi o vendite del periodo / scorta media. Il perimetro deve rimanere costante: stessa famiglia di articoli, stesso periodo e stessa unità di misura.
La copertura delle scorte esprime per quanto tempo la disponibilità può soddisfare la domanda media: copertura delle scorte = stock disponibile / consumo medio. Può essere espressa in giorni, settimane o mesi. La scorta media, spesso calcolata come media sul periodo, costituisce la base per analizzare la rotazione e il valore immobilizzato.
Questi indicatori devono essere interpretati insieme. Una rotazione elevata può indicare buone performance commerciali, ma anche un rischio di rottura se la copertura diventa troppo bassa. Una copertura elevata può proteggere il servizio, ma segnalare sovrastoccaggio quando riguarda articoli a bassa domanda.
Il livello di servizio logistico misura la quota di richieste soddisfatte secondo la promessa: livello di servizio = righe servite alle condizioni promesse / righe richieste. Il tasso di rottura di stock misura l’opposto operativo sulle richieste non soddisfatte: tasso di rottura = righe o richieste non servite / richieste totali.
Questi KPI devono essere collegati all’affidabilità delle giacenze. Un livello di servizio insufficiente può derivare da scorte troppo basse, ma anche da giacenze errate, prenotazioni gestite male, ubicazioni vuote, blocchi qualità o ritardi nel rifornimento del picking. È quindi preferibile analizzare le cause radice anziché limitarsi a osservare un indicatore complessivo privo di spiegazione.
Lo scostamento inventariale confronta la giacenza teorica con quella fisicamente rilevata. Deve essere monitorato in quantità, valore e frequenza. Uno scostamento isolato può essere corretto; uno scostamento ricorrente segnala un problema di processo, scansione, identificazione, unità di movimentazione o disciplina operativa.
La qualità dei dati riguarda anche le anagrafiche: unità logistiche, dimensioni, pesi, date, distinte, stati, corrispondenze EDI e regole di sostituzione. Senza questa base, anche il miglior cruscotto produce decisioni fragili.
Lo stock unificato consolida le disponibilità di più siti e canali per promettere, riservare e soddisfare la domanda utilizzando la migliore fonte disponibile.
Lo stock unificato supera la visione locale del singolo magazzino. Aggrega le scorte di magazzini, punti vendita, punti di ritiro, 3PL, stock esterni e, in alcuni casi, fornitori. L’obiettivo non è creare una fotografia statica, ma una disponibilità utilizzabile: stock fisico meno prenotazioni, blocchi, vincoli di preparazione, tempi di trasferimento e regole commerciali.
Questa centralizzazione permette di utilizzare meglio le scorte già presenti nella rete. Un punto vendita può diventare una fonte di spedizione, un magazzino può supportare un altro punto vendita e uno stock regionale può assorbire una criticità nazionale. Per approfondire questi aspetti, è possibile consultare la nostra pagina dedicata alla gestione dello stock unificato.
Lo stock unificato esprime tutto il proprio valore quando alimenta l’OMS. L’OMS seleziona la fonte di preparazione in base a disponibilità, distanza dal cliente, costo di trasporto, capacità operativa, priorità commerciali e tempi promessi. Trasforma così un dato di stock in una decisione di orchestrazione.
Questa logica supporta i percorsi click and collect, ship-from-store, prenotazione online, consegna dal magazzino e riassegnazione degli ordini. Evita di vendere scorte non visibili, bloccate o già promesse a un altro canale. L’approccio collega quindi la disponibilità alla promessa al cliente attraverso la nostra soluzione OMS.
La disponibilità dipende anche dai partner. I fornitori comunicano le spedizioni, i 3PL eseguono le operazioni, i trasportatori confermano i ritiri e i punti vendita dichiarano vendite e resi. Una supply chain collaborativa richiede che questi eventi siano integrati rapidamente tramite EDI, API o portale.
Lo stock unificato diventa così un linguaggio comune. Permette alle funzioni supply chain, magazzino, trasporto, e-commerce, servizio clienti e finance di lavorare sulla stessa realtà operativa, con stati condivisi e regole decisionali esplicite.
Un WMS è il sistema esecutivo che rende affidabile la gestione delle scorte tracciando in tempo reale movimenti, ubicazioni, lotti, date, preparazioni e inventari all’interno del magazzino.
Il WMS registra i movimenti fisici: ricevimento, controllo, stoccaggio, trasferimento, rifornimento, picking, imballaggio, spedizione, reso e inventario. Guida gli operatori, controlla le scansioni, applica le regole di ubicazione e aggiorna la giacenza teorica durante l’esecuzione.
Questa tracciabilità riduce le differenze tra stock registrato dal sistema e stock fisico. Permette inoltre di sapere dove si trova un articolo, in quale stato si trova, a quale ordine è assegnato e quale movimento ne ha modificato la disponibilità. Per le funzioni di magazzino, la nostra pagina dedicata a WMS e gestione del magazzino descrive nel dettaglio questo ruolo esecutivo.
Un software per la gestione delle scorte di magazzino deve gestire gli attributi critici: lotto, data, numero di serie, stato qualitativo, unità logistica, proprietario dello stock e canale di destinazione. Queste informazioni consentono di applicare FIFO, FEFO, blocchi qualità, richiami di prodotto, restrizioni per cliente o preparazione a ondate.
Il WMS contribuisce anche all’inventario delle scorte. Inventario annuale, ciclico o mirato: l’obiettivo è eseguire i controlli senza interrompere inutilmente l’attività. Se configurati correttamente, gli inventari ciclici concentrano i controlli sugli articoli ad alto valore, ad alta rotazione o con uno storico di scostamenti.
Generix affronta la gestione delle scorte come un processo di esecuzione e collaborazione. Il portafoglio WMS comprende Generix WMS e Generix Solochain, con funzionalità WMS-MES descritte pubblicamente nel comunicato Gartner 2026. Generix è inclusa nel Magic Quadrant di Gartner 2026 per i sistemi di gestione del magazzino, pubblicato il 29 aprile 2026, per l’ottavo anno consecutivo Gartner Magic Quadrant for Warehouse Management Systems, 29 aprile 2026. Il comunicato internazionale di Generix è datato 4 maggio 2026 ed è stato pubblicato online il 5 maggio 2026.
L’elemento distintivo è l’integrazione tra WMS, OMS e stock unificato. Il WMS rende affidabile l’esecuzione in magazzino, l’OMS orchestra l’ordine e Generix Stocks consolida la disponibilità omnicanale. Questa combinazione permette di passare da una gestione locale delle scorte a una promessa al cliente governata sull’intera rete.
In sintesi
La gestione delle scorte governa quantità, ubicazioni, valori e disponibilità degli articoli per soddisfare la domanda senza rotture di stock né eccessi. Collega flussi fisici, dati di sistema, regole di riapprovvigionamento, inventario e indicatori di performance.
I principali metodi comprendono FIFO, FEFO, LIFO, costo medio ponderato e regole di riapprovvigionamento. FIFO, FEFO e LIFO riguardano soprattutto la rotazione fisica; nel quadro contabile nazionale italiano, costo medio ponderato, FIFO e LIFO possono essere utilizzati anche per la valorizzazione dei beni fungibili.
Il FIFO fa uscire per primo l’articolo entrato per primo. Il FEFO fa uscire l’articolo la cui data di scadenza, validità o garanzia termina per prima, anche se è entrato più di recente.
I KPI essenziali sono indice di rotazione, copertura delle scorte, scorta media, livello di servizio, tasso di rottura e accuratezza inventariale. Per essere utilizzabili, devono essere monitorati per sito, canale, famiglia di articoli e periodo.
L’indice di rotazione si calcola così: consumi o vendite del periodo / scorta media. Il perimetro deve rimanere costante, per esempio considerando la stessa famiglia di articoli, lo stesso sito e lo stesso periodo di analisi.
Occorre combinare previsioni, punti di riordino, scorte di sicurezza, qualità dei dati e visibilità in tempo reale su più siti. La collaborazione con fornitori, 3PL, trasportatori e punti vendita permette inoltre di anticipare ritardi o criticità prima che abbiano effetti sul cliente.
La gestione delle scorte è il processo aziendale che definisce come governare quantità, disponibilità e regole di rotazione. Il WMS è il sistema che esegue, traccia e controlla i movimenti all’interno del magazzino.
Lo stock unificato rende visibili le disponibilità tra magazzini, punti vendita e canali digitali. Migliora l’ATP, il click and collect, lo ship-from-store e la promessa al cliente, riducendo le vendite perse dovute a scorte non visibili o prenotate in modo errato.
Per valutare il livello di maturità nella gestione delle scorte e migliorare la visibilità tra magazzini, punti vendita e canali digitali, è necessario collegare esecuzione WMS, promessa gestita dall’OMS e stock unificato. È possibile approfondire questi aspetti attraverso la soluzione Generix WMS e l’approccio Generix Stocks per l’omnicanalità.

In questo terzo episodio, scopri strategie e best practice per affrontare sfide come l’esternalizzazione delle attività logistiche, la gestione e…

In questo secondo episodio abbiamo approfondito soluzioni concrete per affrontare le sfide attuali della supply chain.

Collabora con il nostro team e costruisci il software ideale per la supply chain, adattandolo alle tue esigenze aziendali.