Cos’è la logistica green?
La logistica è responsabile dell’emissione di oltre 3.200 milioni di tonnellate di CO2 nel mondo. Quasi la metà di queste emissioni è attribuibile al trasporto su strada (1.450 milioni di tonnellate) [1]. Di fronte a questa situazione, le aziende stanno implementando soluzioni per rendere la loro supply chain meno inquinante. E quindi, il termine green supply chain fa riferimento alle varie azioni intraprese per limitare l’impatto ambientale della logistica di un’ azienda. Sebbene la leva di azione più incisiva sia rappresentata spesso dai trasporti, il campo di applicazione della logistica green è molto più ampio: stoccaggio, consumo di energia, gestione delle risorse, limitazione della produzione di rifiuti, ecc. L’approccio è globale, dall’approvvigionamento delle materie prime alla distribuzione dei prodotti, fino al riciclaggio e alla seconda vita.
Le sfide della green supply chain
Perché includere lo sviluppo sostenibile nella supply chain?
La transizione verso modalità più sostenibili può avvenire in modo del tutto volontario o in risposta a vincoli normativi. Rivolgendosi alla green supply chain, le aziende :
- riducono la loro impronta di carbonio e contribuiscono a proteggere l’ambiente;
- riducono i costi (trasporto, energia, ecc.) per migliorare le loro performance economiche;
- migliorano l’immagine del brand agli occhi dei clienti e dei dipendenti;
- possono anticipare i cambiamenti delle normative ambientali e sviluppare un vantaggio competitivo.
Quali sono gli obiettivi da raggiungere per una logistica green?
L’eco-logistica è un processo di miglioramento continuo. Per poter monitorare i risultati di ogni singola azione ed evitare accuse di greenwashing, è necessario definire obiettivi chiari e quantificabili. Ti consigliamo di utilizzare il metodo SMART per gli obiettivi:
- Specifichi;
- Misurabili;
- Attuabili;
- Realisti;
- Temporalmente definiti.
Esempio: aumentare il fattore di carico dei camion dal 75% all’85% in 4 mesi grazie all’uso appropriato di uno strumento di gestione collaborativa degli approvvigionamenti che consentirà di raggruppare gli ordini.
Esempio: aumentare il fattore di carico dei camion dal 75% all’85% in 4 mesi grazie all’uso appropriato di uno strumento di gestione collaborativa degli approvvigionamenti che consentirà di raggruppare gli ordini.
Come valutare l’impatto ambientale della supply chain?
Il primo passo è fare un bilancio della tua supply chain, degli attori e dei flussi che la compongono. Identificate i punti della supply chain che consumano energia o causano inquinamento (emissioni di CO2 e produzione di rifiuti in particolare). Per ognuno di questi punti, è necessario disporre degli strumenti giusti per raccogliere i dati. Si può trattare, ad esempio, delle bollette energetiche o delle informazioni contenute nel TMS, nel WMS, ecc. Si passa poi alla fase di analisi di questi dati per valutare le possibilità di miglioramento.
Implementare una strategia logistica sostenibile all’interno dell’azienda
Questo approccio deve coinvolgere tutte le parti interessate per assicurarsi il loro sostegno. A tal fine, è essenziale la comunicazione, sia interna che esterna. Anche il coinvolgimento di un fornitore di servizi terzo può rivelarsi vantaggioso per :
- auditing della supply chain ;
- introdurre nuove pratiche e strumenti di gestione;
- incorporare standard ambientali, come la norma ISO 14083:2023 sulla quantificazione e la rendicontazione dei gas a effetto serra derivanti dalle operazioni di trasporto.
Pratiche eco-responsabili per una supply chain sostenibile
Ottimizzare il trasporto
Come abbiamo sottolineato in precedenza, il trasporto è l’elemento che può avere il maggiore impatto ambientale sulla supply chain. Per migliorare gli indicatori, è possibile dotarsi di un software che permetta di agire su questo parametro. In particolare, l’utilizzo di un TMS ti aiuterà a trovare le migliori soluzioni di trasporto. È inoltre possibile incoraggiare la condivisione delle risorse con uno strumento di rifornimento collaborativo.
Ottimizzazione dell’imballaggio e riduzione dei rifiuti
Ripensare la pallettizzazione per ottimizzare il carico dei camion e dei magazzini e limitare l’eccesso di imballaggi sono tutte buone pratiche che fanno parte di una strategia di logistica green.
Utilizzare materiali sostenibili, promuovere il riciclo e l’economia circolare.
L’eco-logistica sta dando impulso all’economia dell’usato. Non vediamo più il ciclo di vita di un prodotto in termini lineari, ma in termini circolari. Questo vale non solo per i beni, ma anche per tutti i materiali utilizzati nella supply chain. L’obiettivo è quello di orientarsi verso il riutilizzo, il recupero o il riciclaggio, evitando così l’eccessivo sfruttamento delle risorse.
Ridurre il consumo di energia
Magazzini, uffici, veicoli… La logistica è una catena particolarmente onerosa dal punto di vista energetico. Per limitarlo, possiamo considerare :
- un intervento di ristrutturazione ad alta efficienza energetica;
- la transizione verso magazzini automatizzati o addirittura “ciechi” (che richiedono meno operatori, meno illuminazione o riscaldamento);
- l’ utilizzo di materiali innovativi, come le vernici riflettenti che limitano il calore negli edifici in estate;
- ecc.
La scelta delle soluzioni migliori dipenderà dai risultati della vostra valutazione preliminare e dai vostri vincoli. [1] Statistiche OCSE, riportate da Le Monde.